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DISTURBI SPECIFICI DEL LINGUAGGIO

I Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL) sono dei disturbi nell’acquisizione del linguaggio che colpiscono bambini con intelligenza e udito normali, senza apparenti problemi neurologici. Più del 5% dei bambini in età scolare presenta un Disturbo Specifico del Linguaggio; inoltre circa il 7% dei bambini in età prescolare mostra importanti limitazioni nella capacità linguistica. Tale deficit è 3-4 volte più frequente nei maschi rispetto alle bambine». I bambini con DSL dunque si caratterizzano per una significativa limitazione della competenza linguistica, nonostante non siano presenti i fattori che abitualmente accompagnano e dunque giustificano la riduzione del linguaggio verbale, cioè sordità o ipoacusia, danni neurologici come le paralisi cerebrali infartuali, o deficit intellettivi. Il bambino con DSL ha dunque un linguaggio che è caratterizzato da:

1. ritardo nella comparsa e nel successivo sviluppo;

2. evidenti profili anomali in cui vi sono sviluppi differenziati nell’uso di una stessa flessione per due funzioni grammaticali diverse;

3. frequenza anormale di errori (essi compiono gli stessi errori compiuti da bambini normosviluppati nelle fasi più precoci dello sviluppo del linguaggio, ma ne producono anche un numero più elevato);

4. errori anomali che cioè non sono tipici delle fasi più precoci dello sviluppo linguistico normale e presenza di plateau (cioè livelli che non si riescono a superare in alcuni ambiti di competenza).

Questi Disturbi Specifici del Linguaggio hanno delle probabili basi genetiche, in quanto vi è una notevole familiarità del disturbo. Infatti è molto più frequente per un bambino con DSL presentare una storia familiare positiva per analoghi disturbi piuttosto che il verificarsi di una situazione contraria. La diagnosi di DSL è basata essenzialmente su criteri di esclusione che consentono di distinguere questo disturbo da altre condizioni che, tra le loro caratteristiche manifestazioni, presentano alterazioni di linguaggio. Tra i criteri di esclusione che si devono considerare prima della Diagnosi di DSL ci sono:

1. Le prestazioni di abilità linguistiche significativamente inferiori alla media nei test di linguaggio adeguati all’età di sviluppo, con punteggio inferiore ad 1,5 deviazione standard;

2.Livello cognitivo con risultante QI non verbale uguale o maggiore di 85;

3. udito normale con esiti negativi agli esami di routine;

4. Nessun recente episodio di otiti medie;

5. Assenza di epilessia o paralisi cerebrale, non assunzione di farmaci antiepilettici;

6. Apparato orale privo di anomalie strutturali.

Quando questi criteri vengono soddisfatti si ha la manifestazione del DSL, disturbo primitivo del linguaggio, nel quale l’anomalia di sviluppo dipende da una significativa alterazione o restrizione delle capacità linguistiche.

Per accertarsi che il bambino presenta una difficoltà specifica nell’acquisizione del linguaggio dunque bisogna misurare il livello intellettivo tramite le scale per la valutazione del Quoziente Intellettivo non verbale. Nei bambini con Disturbo Specifico del Linguaggio infatti l’Intelligenza Verbale risulta in genere inferiore all’Intelligenza non Verbale, perché i test che misurano una parte dell’intelligenza verbale sono influenzati dal grado di sviluppo del linguaggio, ad esempio le prove relative al vocabolario o alla comprensione.

 

«Secondo la decima edizione della Classificazione Internazionale delle malattie (ICD-10)dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un bambino presenta un Disturbo Specifico della comprensione del Linguaggio (che viene etichettato con la sigla F80.2) quando la comprensione del linguaggio a livello dei suoni (comprensione fonologica), delle parole (comprensione lessicale) o della grammatica (comprensione morfosintattica) è almeno due deviazioni standard sotto la media della popolazione dei bambini della sua età».

Questi disturbi hanno:

1) esordio durante l’infanzia,

2) correlata insufficienza o ritardo nello sviluppo di funzioni legate alla maturazione biologica del SNC

3) un corso regolare senza remissioni e recidive.

Di solito il ritardo o insufficienza può diminuire progressivamente come il bambino cresce, anche se deficit più lievi possono permanere nella vita adulta.

(www.cognitivescience.altervista.org/portale/?q=node/13)